Islanda, impressioni di viaggio

 Acqua, aria, terra, fuoco, qualcuno si è fermato per giocarvi e in quel posto è nata l’Islanda, tutte le combinazioni tra questi elementi sono ammesse, dalle sterminate colate laviche alle evanescenti cascate, dai fanghi in ebollizione alle immense distese di ghiaccio; tutti i contrasti possibili: cieli azzurri contro assopiti vulcani, apocalittiche tempeste di cenere a lambire verdi pascoli strappati all’avido clima artico.

Qui io non mi sento in armonia con la natura, ma ospite fragile e provvisorio, a volte indesiderato e inopportuno, il viaggio inizia quando metti piede su quest’isola, ma prosegue dentro di te nell’improvvisa consapevolezza di essere presente all’origine della terra, sbalzati in un tempo primigenio dove continenti in movimento, tra sismi ed eruzioni, lasciano il segno del loro passaggio nelle rughe rocciose di Thingvellir o Hafnaberg o altrove.

Così, se un giorno ci andrai, sentirai il respiro della terra, il flusso vitale ai primordi della vita, li sentirai proprio sotto i tuoi piedi, bollenti e gelidi, sorprendentemente colorati da mille pigmenti minerali o annientati dal nero antracite dei costoni vulcanici, su di loro la luce rimane imprigionata rendendoli imperscrutabili e minacciosi.

Scopro l’esistenza di uno spazio vitale che non pensavo possibile, crudelmente ostile durante la notte polare, ma d’estate, sotto un sole refrattario al tramonto, sconfinato e di una bellezza mistica.

Il confine tra idillio e apocalisse è lieve, se vuoi avvicinarti fallo con cautela per mano ad un islandese, ti aspetterà alle porte dell’inferno pronto, se necessario,  ad abbandonare velocemente un paesaggio da catastrofe, saprà guadare per il verso giusto un tumultuoso fiume o aprire un varco nella laguna glaciale di Jokulsarlon per portarti vicino ad una miriade di instabili iceberg in un’oziosa e collettiva attesa prima di prendere il largo e scomparire nell’oceano.

Qui, nell’estrema rarefazione umana posso finalmente abbandonarmi a paesaggi solitari e sublimi, un’altra dimensione del vivere, un tempo non più scandito dalle ore ma dai cicli geologici.

Acqua, aria, terra, fuoco, l’Islanda è dentro di me, la sogno ancora, forse ci tornerò.

(Guarda il video che ho realizzato sul viaggio, http://www.youtube.com/watch?v=v6sJZOnHKHo)

Un link utile: http://www.islandaoggi.com/

3 Risposte to “Islanda, impressioni di viaggio”

  1. Ciao Giancarlo. Sono felice che ti sei goduto il tempo in Islanda e grazie per aver letto il mio sito.

    Pétur

  2. m.c.canavese Dice:

    Ciao!!! Letto i tuoi commenti/visto il video/riletto i tuoi commenti…bellissimo! Poter “leggere” così le esperienze di vita, di viaggio, di incontro!!! Davvero grazie di averlo condiviso!
    cris

  3. Appena imparo a pronunciare il nome del vulcano sarò pronto per il viaggio in Islanda, magari alla ricerca di qualche castello

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